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Posts tagged: scritti

Critica ignorante (il ritorno)

Insiccome ai tempi di Sanjuro tenevo questa rubrichetta che tanto sollazzo mi procurava (essendo derivata da una pratica di lettura euristica che mi capita di mettere in atto ogni qual volta io varchi la soglia di una libreria), e dispiacendomi l’averla discontinuata, mi son ben pensato di provare a riproporla qui. La cadenza sarà altamente irregolare, quindi non aspettatevi appuntamenti fissi o calendari da seguire. Comunque sia: Critica ignorante! La rubrica giusta per scalzare Antonio D’Orrico dal trono di critico letterario più infeltrito d’Italia.

-Lorenzetto Stefano, La versione di Tosi. Intervista con il leghista eretico, Marsilio

Breve libello nel quale si tenta apertamente quanto vicerealisticamente di appicciare al grugnesco Tosi un improbabile mascherone da niù lider e visionario situazionista in anticipo sui tempi, giusto perché lo spazio lasciato libero da Bossi non fa che rendere ancora più lampanti gli abissi di vacuità del sottilissimo immaginario leghista; peccato non basti intersecare il fato, la gioventù balorda del Tosi e il continuo poetare sui babbari (cosa questa che riporta alla mente Abatantuono più che i celti) per dare dignità a un progetto che si vorrebbe politico, ma non riesce a essere che folkloristico (di quel folklore becero e finto da piatti e bicchieri di plastica delle fiere da strapaese).

-James E.L., Cinquanta sfumature di grigio, rosso e verdone, Mondadori

Probabilmente già saprete che il nick della James, in rete, è Icequeen Snowdragon (Luca Turilli Seal of Approval); e che l’ultimo libro della trilogia, i cui titoli sono qui sopra stati abbreviati e mixati per comodità, è dedicato al padre (Sigmund Freud Oedipal Seal of Es-Approval). E forse saprete anche che in origine il primo Sfumature era una fanfiction di Twilight. Il che mi ha portato a pensare, non appena ho preso in mano quest’ultimo fenomeno editoriale, a come nella narrativa popolare ammeregana si sia passati da Buffy a Twilight, e, per traslato genere, dai Monologhi della Vagina a queste 50 Sfumature. Il che non mi ha reso triste, ma molto più semplicemente atterrito nel pensare a cosa troveremo sugli scaffali verso il 2020.

-Fassio Giovanni, L’ entomologo e l’incredibile storia della foto di Napoleone, Fazi

Il titolo riassume in sè quello che sembra essere tutto il resto del romanzo: qualcosa di già letto in vari altri posti, assemblato con furbizia e con un argomento interessante. Corre anche il rischio di essere bello.

-Ligabue, Il rumore dei baci a vuoto, Einaudi

Ogni libro di racconti di Ligabue sembra una versione sempre più frusta e sciapita di alcune delle canzoni di Sopravvissuti e Sopravviventi (l’ultimo suo disco degno di una qualsivoglia nota). E all’ennesimo personaggio agrodolce in un ambiente di provincia stereotipato e sanguigno con un qualche oggetto/animale allegorico a condire il tutto e il finale aperto alla speranza, vien da riflettere che a volte non occorre neppure avercela, un’idea buona (anche una sola in tutta la vita) – a volte basta uno schemino abbozzato e ribattuto in ogni media per fare i miliardoni (Campovolo regna e insegna).

-Guccini Francesco e Cerami Vincenzo, Storia di altre storie, Piemme

NO.

-Murgia Michela, L’ incontro, Einaudi

Nella fregola di spremere la Murgia finché questa riesce a far cassa, l’Einaudi butta là una novelletta a 10 euro per un centinaio scarso di pagine con caratteri stampati bene in grande e dai margini ampi come quelli di una tesi di laurea del DAMS. L’unico motivo per cui non grido al crimine tipografico è la presenza, quasi sullo stesso scaffale, di…

-Corona Mauro, La casa dei sette ponti, Feltrinelli

Questo sì un vero e proprio crimine tipografico: 7 euro e 50 centesimi per neppure 50 pagine effettive, in un tripudio di interlinea doppia e caratteri a corpo 18 (la storia poi è la solita favoletta stiracchiata).

-Ammanniti Niccolò, Il momento è delicato, Einaudi

L’Ammanniti sembra essere giunto a quel punto della sua carriera di letterato in cui l’essere un semplice narratore gli sta stretto (o gli pare angusto), e allora si mette di buon buzzo a far teoria letteraria nelle introduzioni delle sue opere, ahimé credendosi un Henry James reincarnato. Peccato che la corposa introduzione alla solita teoria ammannitesca di racconti un po’ stralunati e un po’ grand-guignol sia per metà un’affannata apologia dell’aver pubblicato per Mondadori, e per l’altra metà faccia semplicemente pena (qualche esempio: scrivere è come scalare una montagna! oppure mettere insieme dei lego! la letteratura è un insieme di cose sublimi e spregevoli allo stesso tempo! oh, ma lo sapete tipo che i ricordi e i sogni possono essere usati solo come spunti e poi cambiati molto, perché a raccontarli così come sono non ne viene fuori un granché di storia! il romanzo è una storia d’amore, il racconto è una notte di passione! (la lista precedente riporta tutti paragoni realmente effettuati dall’autore, eccezion fatta per uno, inventato da me in questa sede. A voi indovinare quale esso sia)). Incuriosisce abbastanza il fatto che l’Ammanniti prema più volte su quella che si può considerare quasi una sindrome di Peter Pan al contrario, ovvero il fatto che lo scrittore si lamenti più volte di invecchiare/essere vecchio, mentre all’anagrafe risulta avere 46 anni.

-Pansa Giampaolo, Tipi sinistri, Rizzoli

Sempre il solito Pansa: merda ovunque e su chiunque, senza uno straccio di nota, di riferimento, di aggancio provato, di qualsivoglia tipo di documentazione. Buoni tutti.

-Sorrentino Paolo, Tony Pagoda e i suoi amici, Feltrinelli

Altro bell’esempio di spremitura del limone, qua il pretesto sarebbe di allargare e dettagliare meglio l’universo narrativo creato dal Sorrentino con il precedente Hanno tutti ragione. Come se un solo Ligabue non bastasse.

-Baricco Alessandro, Tre volte all’alba, Feltrinelli

Questa cosa che il Baricco, fra un romanzo e l’altro, debba scrivere e pubblicare due o tre volte dieci cartelle di puttanate, un giorno qualcuno saprà spiegarmela, spero.

-Dandini Serena, Grazie per quella volta, Rizzoli

Oramai la Dandini mi riesce indistinguibile dal Veltroni Walter, e penso che la colpa sia di una certa piacioneria mezzo finto snobistica popular-assolutoria romana de roma che è facile reperire in entrambi, e che in entrambi dà come frutto solo dei low-mid-cult budineschi nei quali si può trovare frullato di tutto.

-Scilla Guglielmo e Pelonzi Alessia, 10 regole per fare innamorare, Kowalski

E gli abbiamo fatto fare la web series (ironica), e gli abbiamo fatto interpretare i cinepanettoni (in maniera ironica), e gli abbiamo fatto condurre un programma su deejay tv (con piglio ironico mallostessotempo poetico), e mò che gli facciamo fare a ‘sto benedetto Scilla in arte Wilwoosh? Ovviamente scrivere il libro (ironico) in concomitanza con l’uscita dell’ironico film omonimo del quale lo Scilla è il protagonista, in una mossa di turbomarketing più che ironica, parossistica. Si accettano ironiche scommesse su quale canale di televendite ospiterà il resto della lunghissima carriera del nostro poliedrico artista.

-Brosio Paolo, Il diomadonna delle Medjugorje (altro titolo mash-up per mia comodità), Piemme

Ma sul serio stuoli di editor e di redattori piemmeschi non sono ancora riusciti a cavar fuori un’idea migliore del personaggio dello spettacolo che si sfrangia di dhroga e zesso, e poi sta male, e perde tutto, e si pente, e vede la Madonna, e sente profumo di Madonna, e sogna la Madonna, e fa anche altre cose che qui evito di specificare meglio pensando alla Madonna? Certo, finché vende perché cambiare formula, ma dove una volta avevamo l’Agostino e lo Jacopo da Varagine con le loro immaginifiche epopee, oggi abbiamo un mucchietto di tontoloni che non sanno far altro che fotografare il tramonto controluce.

-Silvestre Kekko, Modà. Come un pittore, Sperling & Kupfer

La storia adolescenzial-diaresca-cuoricini-jimmorrison di una storia di sfighe vinte e superate come neppure l’ultimo Trucebaldazzi di periferia. Poi guardo la nota biografica e vedo che il Kekko ha la mia stessa età, e mi vergogno per chi, della nostra generazione, ha evidentemente guardato i cartoni animati sbagliati.

-Chaemin, Junk love, Coconino

Lo so che la Coconino basta che sia a metà strada fra l’hipster e il finto alternativo pubblica la qualunque, ma l’opera in questione non mi par malvagia.

Nota finale sulle nuove edizioni Guanda per gli 80 anni della casa editrice: ho capito voler risparmiare sui grafici, ma mio cugino con corel draw 3.1 vi faceva un lavoro meglio, e chiedeva solo 50 euro e tre confezioni di liuk.

Un altro inizio della stessa storia

Riprendo su tumblr il fotoblog che, negli ultimi sei anni, è stato gentilmente ospitato sui server diludovico.it (qui il perché e il percome).

I primi post, precedenti a questo, rimandano alle categorie per anno del blog, nelle quali sono stipate tutte le foto che ho pubblicato su internet in questi anni. Dalla prossima foto in poi le categorie saranno sostituite da tag appositi in calce alle foto (anche il titolo della foto sarà presente sotto la foto stessa). Le foto saranno ingrandibili tramite cliccamento e commentabili.

Buona continuazione a tutti.